Il muro della vergogna

Il muro dei silenzi,delle peggiori nefandezze,degli orrori, della perdita di ogni dignità umana.Il muro che  ha portato avanti un’agonia che era ormai sotto gli occhi di tutti, di una delle peggiori tragedie che il mondo abbia mai conosciuto (insieme al nazismo):il comunismo e la sua ferocia.Alcuni dati.Nella sola URSS sono morte dal 1917 al 1989 più di 20 milioni di persone, in Cina il conteggio delle vittime è in continuo aggiornamento,  per ora si contano 65 milioni di morti.In tutto, tra Corea del Nord,Vietnam,Romania,Bulgaria,Polonia,Cecoslovacchia,Cambogia e alcuni stati Africani, il numero complessivo di vittime si aggirerebbe intorno ai 100 milioni.

100 milioni di uomini e donne dietro al muro, che non è ancora caduto.Resta ancora lì, fermo, immobile, quasi a fermare lo scandire del tempo.Passano gli anni,  cadono tutti i regimi,andiamo sulla luna,se ne va un secolo, ma per alcuni l’orologio della storia resta fermo al 1917.

La gloriosa rivoluzione d’Ottobre, la cacciata dello zar e la conquista del potere da parte della classe operaia guidata da un rivoluzionario confinato per 20 anni in Siberia.Così è nato il comunismo.Gli ideali  presi dall’ideolgia Marxista-Leninista, passati poi nelle mani di Stalin hanno subito una drastica “interpretazione”.Da dittatura del proletariato, a dittatura di uno solo, da Stato socialista in mano alla classe operaia, si è passati a Stato socialista in mano a burocrati, da fratellanza,uguaglianza e amore tra i popoli e  le genti, si è passati ai gulag e alla collettivizzazione forzata.Questo è stato il socialismo non solo in URSS, ma in tutti i paesi dove ha messo piede.Una tragedia che ha attraversato quasi tutto il ventesimo secolo,tutti i paesi dell’est europeo e molte nazioni sottosviluppate asiatiche ed africane.

 I due più grandi criminali della storia sono stati senza dubbio Hitler e Stalin, i due alleati nel “patto d’acciaio.I due che con una clausola segreta del patto “Molotov-Von Ribbentrop volevano spartirsi l’Europa, L’est in mano ai sovietici e l’ovest e la penisola Balcanica nelle mani dei nazisti.Perchè nella seconda guerra mondiale, l’Asse fino al 1941 poteva contare anche sull’alleanza dell’Urss, che riforniva la Wermacht di materie prime e di cibo, che inviava alle Ss gli ebrei e i comunisti tedeschi fuggiti a est, e “aiutava”i nazisti a far piazza pulita della classe dirigente polacca.Il comunismo  è stato anche questo, alleato dei nazisti più dell’Italia Fascista, almeno fino all’operazione Hitleriana  “Barbarossa.Da lì’ è cambiato il corso della storia:sono venute le disfatte militari e politiche della Germania, l’alleanza forzata di Stalin con la Gran Bretagna e gli Usa, la fine del Terzo Reich, la vittoria delle potenze Alleate  e, ancora una volta il successo personale per il dittatore berlino.jpgsovietico, prima alleato privilegiato della Germania nazista e poi salvatore del mondo dal pericolo  fascista con la sua armata rossa, entrata trionfante nelle rovine della  Berlino capitale  ormai dell’ ex Reich.

Dopo la fine della guerra mondiale, Stalin è stato acclamato come  un vero e proprio eroe;seconda la propaganda di regime, “l’unico che si era opposto veramente al nazismo” e ,che ” soprattutto l’aveva sconfitto”.Questo serviva oltre che per per esaltare il dittatore, per unificare tutto il popolo sotto il regime.Ora il nemico per le grandi potenze occidentali non era più Hitler, ma l’ex alleato sovietico.Siamo nella guerra fredda, che vedrà due blocchi contrapposti per otre 50 anni.Da una parte Francia,Italia,Gran Bretagna(e non solo) e dall’altra l’Urss e i paesi dell’est sotto l’influenza socialista.Da una parte la Nato, dall’altra il patto di Varsavia.Da una parte la libertà e il mondo che avanza sempre più verso il benessere e la tecnologia, dall’altra la dittatura,la miseria e l’arretratezza culturale e politica.

In questo clima a Berlino nel 1961 viene costruito il muro dopo che già  c’era stata la divisione tra Reppublica federale Tedesca, controllata dai paesi occidentali(Francia,Gran Bretagna e Usa) e Repubblica Democratica Tedesca, in mano alle autorità sovietiche.

A Berlino c’era il muro.E resterà nella capitale tedesca fino al 1989.Con le sue paure, con il suo conformismo, con la sua oppressione, ma soprattutto con sua crudeltà.La crudeltà di chi sa che aldilà del muro ,  trova  tutto un altro mondo,fatto di  gioia di vivere, di libertà  e ,soprattutto di  speranza nel futuro.Perchè ai cittadini della Berlino dell’Est, ma più in generale ai cittadini del blocco comunista mancava proprio la speranza nel futuro,il guardare avanti e pensare che il domani sarebbe stato migliore del presente.Anche per questo il comunismo ha rappresentato un dramma per milioni di persone.Anche sperare nel futuro poteva farti finire sotto le grinfie della Stasi, la famigerata polizia della DDR che aveva delatori e orecchie in ogni posto.Ogni 63 cittadini c’era un agente della Stasi; neanche la Germania nazista e  l’URSS Stalinista potevano vantare numeri del genere.

Oggi non basta celebrare la caduta del muro di Berlino,  bisogna infatti andare oltre ogni muro.Oltre il muro della Birmania e del Tibet, oltre il muro della Cina, oltre il muro di Teheran, oltre il muro della Corea del Nord.Solo così potremmo dire di avere imparato qualcosa dalla storia, anche quella più brutta che vorremmo dimenticare.Nulla va dimenticato, perchè chi dimentica è complice.Anzi,”chi dimentica la storia, è costretto a riviverla”.Anni di guerre,tragedie e oppressione devono farci riflettere.Cominciamo subito però, perchè per alcuni il 9 novembre 1989 sembra ancora non essere arrivato.Purtroppo.

 

 

Il muro della vergognaultima modifica: 2009-11-12T04:31:00+01:00da rafabenitez89
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7 pensieri su “Il muro della vergogna

  1. Al di là delle interpretazioni e del giudizio sul comunismo – che è stato un fenomeno anche ideologicamente complesso e non certo riducibile a un genocidio su larga scale – e delle interpretazioni che si possono dare del patto nazi-sovietico del 39 (con annesso protocollo segreto), sarebbe opportuno domandarsi – al di là del tono enfatico con cui i media hanno ricordato l’anniversario del 9 novembre – per quali ragioni il comunismo delle democrazie popolari è crollato trascinando con sé anche il Muro di Berlino e quali aspirazioni avevano quei tedeschi (e quegli europei) che hanno celebrato con tanta gioia questo evento.
    La realtà, su cui ormai concorda buona parte della storiografia, è che il cosiddetto “blocco sovietico” non è crollato perché incapace di tenere il confronto con la presunta superiorità morale e ideologica delle liberaldemocrazie occidentali a guida americana, ma per due ragioni ben più concrete, entrambe conseguenza di una forma di gestione pianficata dell’economia che ha rivelato sul lungo periodo – soprattutto a partire dagli anni 80 – una pericolosa inefficienza:
    1) perché non ha permesso al blocco sovietico – nonostante le ingenti spese militari – di tenere il passo del progresso tecnologico degli armamenti occidentali
    2) perché ha sacrificato alle spese per il mantenimento dell’apparato burocratico-militare l’impulso al settore della produzione di beni di consumo di massa: e questo in un periodo in cui, agli occidentali, veniva garantito al tempo stesso il “boom” economico consumistico e una disponibilità di risorse militari di alto profilo.
    In estrema sintesi, quei tedeschi, polacchi, cechi (i russi no, perché la situazione è stata ben diversa) che hanno appoggiato le “rivoluzioni di velluto” del 1989 non volevano tanto le libertà democratiche dell’Occidente quanto volevano equipararne i livelli di consumo e imitarne lo stile di vita. Il che, in estrema sintesi, mi porta a porre la seguente domanda? Vale tanto la pena di festeggiare per una “rivoluzione” combattuta e vinta in nome del fast food al posto delle mense di stato e della Mercedes al posto della Trabant? In nome dell’adeguazione a uno stile di vita americaneggiante che rivela oggi in pieno tutte le sue crepe e distorsioni?

  2. Lucià, come al solito un’attenta analisi storica, sempre inerente ai fatti…volevo però fare una constatazione sul muro e sulla fine dell’URSS…ora l’abbattimento del muro, dal punto di vista materiale è stata sicuramente una vittoria, soprattutto per quelle tante, troppe persone che in una notte sono state separate dai loro affetti…Dire che Hitler e Stalin siano stati i due più grandi criminali della storia, mi sembra eccessivo.Sono stati 2 dittatori, 2 capi di Stato figli del tempo in cui hanno vissuto.Ammesso però questo concetto, ti chiedo:chi ha deciso di allearsi con uno dei due(nella fattispecie Stalin) è al tempo stesso un criminale o no?Allearsi significava, come poi di fatto è stato, nascondere i crimini commessi dal dittatore, far finta di non sapere dei 7 milioni di ucraini uccisi, far finta di non conoscere l’esistenza dei gulag.A volte si tende a semplificare troppo la storia.Credo, e solo oggi questi concetti stanno venendo alla luce, che la seconda guerra mondiale sia stato un evento ben più grande di quello che i manuali scolastici vogliano farci vedere.A scontrarsi non furono solo due blocchi di eserciti, ma due diverse concezioni di vita…Questa stessa concezione che portò l’alleanza tra la “democratica” Inghilterra con l’URSS, pur sapendo Churchill cosa veramente fosse l’Unione Sovietica e quale pericolo essa rappresentava.Ma in quel momento c’era un pericolo maggiore che venne comunemente identificato nelle forze dell’asse tout court, ma che in realtà era l’avversione a quel sistema di cui USA ed Inghilterra erano i promotori.Iniziò una campagna di odio verso il nemico, mai prima di allora il nemico venne identificato con il male assoluto, non fu più un uomo da combattere, ma un’identità quasi subumana da schiacciare.In verità il nemico era il portatore di istanze che avrebbero distrutto quel sistema capitalistico che oggi, ci accorgiamo,sta distruggendo l’uomo moderno e con esso il mondo.Con ciò, non voglio giustificare i crimini sugli ebrei e cose di questo genere, ma voglio dire che i campi di concentramento/sterminio c’erano in USA come nell’Impero britannico, così come in URSS….la differenza di schieramenti la fece la diversa concezione della vita e dell’uomo.Da una parte quei sistemi che mettevano al primo posto l’economia (gli alleati)dall’altra che al primo posto cercò di mettere valori quali gerarchia, onore, fedeltà…valori insiti alla natura dell’uomo.Avvalora questa tesi il fatto che sconfitto e umiliato il nemico, gli alleati subito diventarono nemici.Da una parte le potenze capitalistiche, dall’altro quella socialista, la quale non è niente altro che il rovescio della medaglia….Ecco il muro…..Ritornando a bomba, credo che sia stata una vittoria dei berlinesi la caduta del muro, ma credo che per l’umanità un mondo diviso in blocchi sarebbe auspicabile rispetto a questo, nel quale a comandare è un unico sceriffo incontrastato…..A meno che non si decida di fare veramente l’Europa…

  3. Lancio una provocazione (ma che è tale fino a un certo punto). Al di là dell’interpretazione della seconda guerra mondiale come scontro di ideologie e concezioni del mondo, al di là della retorica anticomunista di Mussolini (che però dal socialismo veniva e non lo ha mai dimenticato) e della propaganda antibolscevica hitleriana (leggasi Mein Kampf: perché il giudaismo ha “infettato” il bolscevismo; perché il bolscevismo è internazionalista; perché il bolscevismo è slavo e gli slavi sono i nemici storici del Volk germanico sin dai tempi dei Cavalieri Teutonici prima e di Federico di Prussia poi); al di là di tutto questo siamo così sicuri che l’alleanza tedesco-sovietica fosse così innaturale? O non è forse vero che l’Italia di Mussolini e la Germania di Hitler erano molto più simili sotto certi aspetti (e non sempre né per forza negativi) alla Russia di Stalin che alle liberaldemocrazie franco-britanniche? E dico franco-britanniche, perché il discorso, per gli Stati Uniti di Roosevelt e del New Deal, andrebbe svolto a parte

  4. Purtroppo chi pensava che con la caduta del muro tutti i problemi sarebbero stati risolti, ha dovuto fare i conti con la triste realtà, che vede un mondo sempre dominato dagli interessi economici.
    Non esistono soltanto divisioni fatte di muri, come quelli delle varie dittature, ma anche muri di indifferenza, come quelli che i potenti ergono verso i più deboli, i muri di indifferenza verso le guerre e le ingiustizie, che continuano ad esserci.
    Non condivido la definizione reaganiana degli anni 80′, secondo cui nel mondo vi era un Regno del Male, quello del comunismo (che tra l’altro, come hai giustamente sottolineato non è mai stato veramente realizzato), e quello del Bene.
    Non è Regno del Bene, quello in cui dominano valori come l’egoismo e la spregiudicatezza, e che compie stragi ed efferatezze per il Denaro, dove ci sono guerre importanti e guerre non importanti, morti di serie A, B…. ma anche C e così via.
    Il muro di Berlino era il simbolo della lotta tra due potenze. L’Occidente ha sicuramente avuto molto più sviluppo economico, ma ora che è finita la contrapposizione tra liberismo e socialismo (meglio chiamarlo capitalismo di stato), non abbiamo un mondo dominato dall’Impero del Bene.

  5. Riprendo il concetto di Corrado su una possibile alleanza nazi-sovietica. Non so se conosci Drieu La Rochelle, un poeta francese collaborazionista morto suicida,che all’indomani della sconfitta dell’asse, disse:ora non resta che sperare nel comunismo!!!!
    è questo un concetto che mi ha sempre affascinato, anche perchè sembra racchiudersi in questo slogan un concetto totalmente antiborghese.In realtà se andiamo in nuce, a me sembra che ciò a cui tenda il fine del comunismo sia il riscatto sociale, economico e politico del proletariato;bene, ma questo riscatto non porta il proletariato a quegli stessi agi della società borghese tanto vituperata? credo che il comunismo, rendendo il concetto elementare, sia infetto da una sorta di gelosia verso la classe borghese…nel senso che non vuole abolire quei valori, ma li vorrebbe per se….
    Detto questo (sperando di essere stato chiaro, ma è difficile essere sintetici in un discorso simile), credo che il nazismo e il socialismo sovietico si somigliassero molto nella gestione del potere….campi di concentramento, di sterminio, abolizione e soppressione, anche fisica,di ogni opposizione interna ecc ecc…..

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